I dati di Apindustria sull’economia del Veneto orientale: sono circa 1.500 i lavoratori precari Il settore più colpito è l’edilizia. Il direttore Roccato: «Bisogna puntare sul recupero di aree dismesse».

Disoccupazione a quota 4.500 unità e un esercito di precari attorno ai 1.500. Ma non sono tutti negativi i dati Apindustria, associazione piccole e medie imprese, sull’economia del Veneto Orientale e i dati della ripresa ci sono, visto che l’agricoltura, a esempio, sta crescendo del 2,5 per cento e il turismo tiene sempre il passo con l’arrivo della stagione estiva. Agricoltura e turismo sono dunque i due punti di partenza per tornare a essere il motore dell’economia del Veneto che vuole uscire dalla crisi.
I segnali positivi devono dare lo spunto per creare un nuovo rapporto tra imprenditoria e mondo del credito, con una manodopera che vuole la stabilizzazione dopo anni assai difficili. Il settore vitivinicolo è quello che ha rivelato più sorprese, incrementando i posti di lavoro e soprattutto nuovi investimenti che assicurano reddittività grazie ai nuovi mercati internazionali che chiedono vino, e soprattutto Prosecco. La parola magica per tutto il Veneto, l’oro liquido che più è richiesto per la facilità di bevuta, il prezzo contenuto rispetto ai blasonati champagne e Franciacorta.
I Comuni da cui emergono i dati dell’indagine condotta da Apindustria Venezia sono San Donà, Portogruaro, Jesolo, Teglio Veneto, Concordia Sagittaria, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro e San Michele al Tagliamento. Sono circa 4.500 oggi i disoccupati in quest’area, con 1.500 precari compresi contrattisti, o a chiamata. Il settore più colpito è stato l’edilizia, seguita dal metalmeccanico. E, dal 2011, il mondo dei servizi collegati alle imprese che stanno riducendo il personale. Le figure più colpite sono i giovani e gli over 50. Secondo Pier Orlando Roccato, direttore di Apindustria Venezia, «bisogna ripartire eliminando l’edilizia selvaggia. Servono il recupero di aree dismesse», aggiunge, «puntare sul risparmio energetico e riavviare l’edilizia di qualità. Aiutare le imprese virtuose che hanno un prodotto collocabile nel mercato. Creare aggregazioni d’imprese per aggredire i mercati internazionali».
Roberto Dal Cin, presidente del mandamento di San Donà dell’Api, lancia un appello al mondo del credito: «Serve un nuovo rapporto del mondo del credito col territorio. Banche che concorrano a favorire lo sviluppo e non chiudersi a riccio». Una delle novità positive è l’agricoltura che nell’area evidenzia un aumento dell’occupazione che va dal 2 al 2,5 per cento, con 4 mila occupati. Franco Passador direttore generale di

Vivo Cantine realtà con oltre duemila soci ne certifica il motivo: «C’è il buon momento del vino, Prosecco su tutti. Ma anche la grande capacità dei nostri produttori di aver puntato sulla qualità dei prodotti che si è rivelata vincente».

 

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