MUSILE. Enogastronomia, un’industria da oltre 200 milioni di euro di fatturato annuo. Tanto vale questo settore che si impone sempre di più nel Sandonatese e litorale, dove sono un migliaio i ristoranti e locali, tra stagionali e annuali, che producono reddito ed economia, e ovviamente anche posti di lavoro. Se ne è parlato in una serata alla Fossetta, dedicata all’enogastronomo Giuseppe Maffioli, con Annibale Toffolo, direttore della rivista Taste Vin, quindi il professor Leonardo Vecchiotti che ha organizzato il ciclo di incontri culturali del Cenacolo delle Bricole con importanti personalità della cultura veneta. Tra gli ospiti, anche il presidente di Apindustria mandamentale, e assessore a Quarto d’Altino, Roberto Dal Cin che ha avuto modo di affrontare l’argomento con i gestori del locale, i fratelli Flavio e Alessandro Doretto, per anni ai vertici del consorzio dei ristoratori Assoristora e promotori di svariati incontri gastronomici con l’Austria. Flavio Doretto è quello che per primo ha chiesto che i riflettori della politica si accendessero sull’enogastronomia del territorio, criticando i privilegi di concorrenti sleali quali agriturismi e sagre.
Una polemica ancora in corso. Dal Cin si rivolge ora alla Regione, ma anche al Governo e all’Europa nel rispetto di una sussidiarietà che lo contraddistingue. «Abbiamo calcolato che un fatturato ben oltre i 200 milioni», dice il presidente dell’associazione piccole e medie industrie, «possa a ragione essere ritenuto uno dei pilastri della nostra economia. Per questo motivo chiediamo più attenzione delle amministrazioni a tutti i livelli e fino alle istituzioni europee. Nel Sandonatese», prosegue Dal Cin, «fino ai litorali di Jesolo, Cavallino Treporti ed Eraclea, abbiamo delle eccellenze a livello di prodotti e anche di cucina che devono essere valorizzate e supportate. Penso a fondi speciali, convegni, promozione internazionale. Ci sono turisti che vengono qui per le nostre spiagge, ma anche per la nostra cucina. E mi riferisco ad esempio all’Austria, la Slovenia, anche la Germania».
«Milioni e milioni di potenziali clienti», conclude il presidente Dal Cin, «che potrebbero arrivare tutto l’anno e non solo d’estate. Pensiamo a una nuova grande economia legata all’enogastronomia locale che potrebbe dare quelle risposte di cui il territorio ha bisogno per risollevarsi dalla crisi».

 

LEGGI L'ARTICOLO

 

Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso

  Io accetto i cookies di questo sito.