SAN DONÀ. Il Veneto Orientale paga le conseguenze della Brexit che colpisce anche le piccole e medie imprese del Sandonatese e Portogruarese. I settori che soffrono di più finora sono in particolare il manifatturiero e l'agro-alimentare. A rilevarlo sono i "sensori" di Apindustria, associazione che riunisce la piccola e media impresa, ossatura dell'economia.A sei mesi dall'uscita del regno di Sua Maestà dall'Europa, già si registra un calo dell'export verso oltre Manica del 2-3 per cento. Un dato che preoccupa l'associazione e i suoi vertici che ora stanno cercando nuovi mercati e soluzioni per perdite che non si esclude possano ulteriormente aumentare.«A fine anno le ripercussioni potrebbero essere ancora più negative, con un calo delle esportazioni ancora più accentuato», conferma il direttore di Apindustria Venezia Pier Orlando Roccato, «l'Inghilterra era un buon contribuente per la Ue poiché garantiva entrate per 20 miliardi di sterline. Stiamo monitorando la situazione», aggiunge, «tenendo conto anche della mancata ripresa economica. Per questa realtà del Veneziano, intesi i mandamenti di San Donà e Portogruaro, la Gran Bretagna era un buon cliente per cui le nostre perplessità per il futuro sono più che giustificate. Non dimentichiamo che un migliaio di italiani che lavoravano oltre Manica torneranno oltretutto in Italia».E l'Inghilterra, era ed è un buon cliente anche per le aziende vinicole, soprattutto per le esportazioni di vini come Prosecco e Pinot grigio. Anche per questo settore si registra più di qualche difficoltà. Franco Passador direttore di Vivo Cantine viticoltori del Veneto orientale non ha dubbi a riguardo: «La svalutazione della sterlina è penalizzante, e infatti è diminuito il potere d'acquisto della moneta per i nostri prodotti. A parità di retribuzione il consumatore trova sugli scaffali prezzi più alti». E questo rende più difficile la vendita.Passador ha inoltre spiegato un altro motivo di preoccupazione per la Brexit e le sue ripercussioni: «Non dimentichiamo l'incubo terrorismo. La gente ha paura e frequenta meno i ristoranti o i locali dove si servono i nostri vini che potranno subire di questo passo un colpo duro nelle importazioni dall'Inghilterra. Sono tutti fattori che uniti assieme possono provocare una drastica diminuzione dell'export oltre Manica, destinata ad aumentare se non saranno trovate soluzioni e se l'uscita dalla Ue continuerà a causare questi contraccolpi sull'economia».

 

Fonte La Nuova Venezia

 

Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Continuando a visitare il sito ne accetti l'uso

  Io accetto i cookies di questo sito.