SAN DONÀ Contrazione del credito, le banche continuano a non concedere prestiti alle imprese del Sandonatese e Jesolano nel nuovo anno in corso. A confermarlo, un'indagine di Apindustria Venezia dalla quale emerge che nel primo trimestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente gli affidamenti a imprese e famiglie diminuiscono dell'1,4 / 1,8 per cento. Un dato che fa riflettere anche alla luce degli importanti investimenti che devono essere garantiti affinché il settore turistico sia sempre al passo con i concorrenti agguerriti a livello internazionale. Il problema della contrazione del credito investe dunque sia le famiglie sia l'impresa, soprattutto la piccola e media che nel Basso Piave e litorale è diventata l'ossatura portante dell'economia del territorio. Dai piccoli artigiani agli albergatori, dunque. Il direttore di Apindustria Pier Orlando Roccato non nasconde la sua preoccupazione: «È un momento difficile al quale si aggiunge la mancata ripresa». La situazione dunque è simile spostandosi tra l'entroterra del Basso Piave e il litorale jesolano. Roberto Dal Cin neo presidente dell'Api di Jesolo assieme all'avvocato Silvia Sardena, esperta di diritto commerciale (studio Eulex di Padova) stanno organizzando una serie di incontri con gli istituti di credito e studi legali. Sul problema Silvia Sardena ha precisato: «Nel decennio che ha preceduto la grande recessione mondiale le imprese hanno aumentato il ricorso al credito bancario, negli ultimi anni l'accesso al credito è diminuito. All'origine di questa inversione hanno contribuito fattori di offerta e di domanda. L'introduzione delle norme sulla vigilanza previste dall'accordo di Basilea 2, prima, e di Basilea 3, ad oggi hanno profondamente innovato e modificato la disciplina del sistema creditizio. Molte banche, influenzate dalla congiuntura economica, tendono a rispettare rigidamente le direttive riguardo la valutazione di una richiesta di concessione di finanziamento alle imprese, impaurite di accumulare crediti commerciali che potrebbero rimanere sostanzialmente insoluti». Infine il neo presidente dell'Api sandonatese Adriano Peretti ritiene che serva una maggior apertura da parte del mondo del credito se si vuole superare la crisi.

 

Fonte: La Nuova Venezia

 

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